Off-White: il brand provocatorio che scala ogni classifica (e conquista ogni cuore)

3 Feb 2021 | Design

Ha superato Gucci nella classifica degli hottest brand della Lyst Index e si è posizionato in seconda posizione appena sotto Nike (anche se il legame con questo brand è molto forte): Off-White conquista sempre più cuori nel panorama internazionale della moda grazie alla sua natura fluida e alla capacità di rubare il cuore dei Millenial.

ragazza con zaino off-white

Image: unsplash.com

Off-White: dal 2012 a oggi una storia di successo

Off-White nasce a Milano nel 2012 (esattamente il 12/12/12) a opera del creativo Virgil Abloh, precedentemente direttore artistico e stilista di Kanye West.

Il brand veicola immediatamente il suo stile dissacrante, frutto molto probabilmente del curriculum di studi del suo creatore.

Abloh è infatti un ingegnere civile con master in architettura, di origini ghanesi ma cresciuto a Chicago e vanta anche un passato come insegnante di design.

La formazione tecnica lo ha portato a curare maniacalmente ogni dettaglio delle sue collezioni e la sua lungimiranza a stringere partnership con moltissimi brand e avviare capsule collection per mostri sacri della moda come Louis Vuitton.

Nel 2018 Off-White è stato proclamato il brand più popolare del mondo e nel 2020 Lyst lo ha posizionato al secondo posto della sua classifica, anche grazie all’asta organizzata per le sue sneakers Off-White x Nike che ha raccolto 187mila dollari devoluti al progetto Black Lives Matter.

Oggi Off-White è parte dell’azienda italiana Ngg – New Guard Groups – recentemente acquisita dal colosso delle vendite  online francese Farfetch.

sneakers off-white

Image: unsplash.com

Lo stile del brand

Abloh è riuscito in una missione in cui molti prima di lui avevano arrancato: trasformare lo street wear in una questione di lusso.

Sotto le sue mani felpe, sneakers e borse sono diventati oggetto di culto.

Una delle sue collezioni più controverse ha sfruttato un’idea semplice quanto geniale, ovvero ha loggato gli accessori, scrivendo semplicemente cos’erano, utilizzando caratteri minimali.

Sulle sciarpe c’era quindi scritto ‘scarfs’ o sui jeans ‘denim’, un’ovvietà che ha però fatto furore in tutto il mondo, conquistando celebrities del calibro di Gigi Hadid. I click virali hanno fatto il resto.

Lo stile Off-White aveva all’origine una regola ben precisa, massimizzare gli investimenti. Il tempo ha dato ragione ad Abloh, visto che la sua prima collezione sotto il nome Pyex Vision oggi è rarissima e molto ricercata nei canali di reselling.

Di cosa si trattava? Di una collezione creata da fondi di magazzino di felpe uomo e donna Champion e Ralph Lauren, a cui sono state aggiunte lettere e grafiche a dir poco basiche.

Anche in questo caso il fenomeno è stato veicolato dal passaparola, perché all’esordio della collezione (felpe a oltre 500 dollari) c’era la fila fuori dai negozi selezionati che le vendevano.

Questo ha creato un gioco di hype incredibile e fatto volare il brand alle stelle.

Da dove arriva il nome Off-White?

L’origine del nome Off-White è stato ben spiegato da Abloh: si tratta di quella zona grigia che sta fra il nero e il bianco, l’off-while per l’appunto.

Nel corso degli anni il brand ha avviato moltissime collaborazioni, tante che i giornalisti di moda scrivono di far fatica a tenere il conto.

Dal sodalizio con Nike alle collaborazioni con Monclair, Jimmy Choo e moltissimi altre griffe della moda, Off-White è un vulcano in perenne attività.

Basti pensare alla collaborazione in super edizione limitata MARKERAD che il brand ha siglato con Ikea, per la realizzazione di pezzi iconici.

Orologio Ikea Collaborazione Abloth

Image: unsplash.com

Abloh al tempo ha dichiarato che la sua missione era aggiungere una qualità artistica a oggetti anonimi.

Detto fatto: il design ha semplicemente trasformato le shopper Ikea, scrivendoci sopra la parola ‘Sculpture’, ha definito un grande orologio bianco da parete con la parola ‘Temporary’, trasformato in tappeto lo scontrino della casa svedese e loggato con un cartellino arancione che riporta il suo nome una chaise longue bianca.

Ancora una volta il successo è stato galattico, così come l’hype sulla collezione, che oggi non è più disponibile nello shop ufficiale ma solo in reselling a prezzi stellari.

Il mix vincente di Off-White sembra quindi essere la capacità di entrare nei cuori delle persone attraverso capi di abbigliamento (e di design) con cui tutti prima o poi abbiamo a che fare, dalle felpe alla borsa della spesa.

Il colpo di scena è riscrivere l’estetica di questi oggetti scrivendo a cosa servono e, così facendo, definire uno stile immediatamente riconoscibile.

Il tutto con un’attenzione assoluta ai dettagli e con la decisione incondizionabile di utilizzare materiali di altissima qualità, esclusivamente made in Italy.

Non mancano le incursioni nell’alta moda e il desiderio di mescolare lo street style all’haute couture, con un risultato che rompe gli schemi e dimostra una fusione di stili a cui nessuno era ancora arrivato, almeno in modo così popolare.

Nell’attesa delle prossima collaborazione, il fondatore di Off-White produce musica e compilation, anche queste naturalmente adorate fuori e dentro il circuito della moda.

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shopper off-white
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