Moda sostenibile: cos’è e perché ha conquistato i nostri cuori

24 Mar 2021 | Design

La moda sostenibile è ormai diventata una prerogativa del settore, ovvero una caratteristica che abiti e accessori devono sempre più dimostrare di possedere, per poter essere attraenti agli occhi del pubblico.

Mai come in questi tempi la sostenibilità è al centro dell’attenzione, non solo per il fashion ma anche per tutti gli altri settori del mondo, dal cibo al design, dalle costruzioni alla finanza.

Ma cosa significa moda sostenibile?

Come si misura la sostenibilità di un’azienda di moda e dei suoi prodotti?

La moda sostenibile rispetta l’ambiente e la società, ovvero segue due vie: una naturale e una umana.

La via naturale chiede di lavorare con materie prime poco inquinanti, di ridurre gli sprechi in fase di produzione (soprattutto acqua ed energia) e di produrre capi durevoli, in modo da stimolare un consumo non più ‘mordi e fuggi’ ma consapevole della sua resistenza al tempo e all’usura.

Dal punto di vista umano, la moda sostenibile richiama l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori, condannando lo sfruttamento e applicando remunerazioni salariali eque.

Beninteso: essere sostenibili non è qualcosa che interessa i singoli reparti o i singoli microcosmi della moda, bensì un percorso che coinvolge ogni singola fase, dalla concezione alla produzione, dalla distribuzione fino alla vendita.

Al di là di ogni giudizio, in questo contesto è interessante ragionare sul perché questa lodevole volontà di rispettare l’ambiente e le condizioni di lavoro sia diventata un must have per le case di moda.

Ragazza Con Abito Bianco E Foglie Simbolo Di Fashion Sostenibile

Moda sostenibile: perché il fashion non può più farne a meno

Perché qualcosa abbia successo, qualsiasi cosa essa sia, deve esserci una platea di persone che la ricerca, la stima e la trova così utile o interessante da volerla acquistare.

Non c’è offerta senza domanda e viceversa, quindi è bene considerare che la moda sostenibile si inserisce in un contesto dove i consumatori sono diventati sempre più esigenti e che la bellezza del capo comincia a non essere l’unica prerogativa per l’acquisto.

Chi acquista oggi la moda vuole sapere da dove arrivano i capi, come vengono prodotti, se rispettano l’ambiente e non inquinano e se sono parte di un ciclo produttivo che tiene conto dei diritti dei lavoratori.

Inutile girarci intorno: per molti anni la moda a qualsiasi livello ha inquinato terre, fiumi e mari, soprattutto nei paesi più poveri, dove le regole relative al trattamento dei tessuti (soprattutto la tintoria) non erano note o rispettate.

Stesso discorso per i lavoratori, che notoriamente nei paesi più poveri erano costretti a lavorare in condizioni di sfruttamento e di miseria.

Il giro di vite ci voleva quindi, eccome, tanto più alla luce dei moniti che arrivano in merito al cambiamento climatico e ai movimenti ambientalisti che hanno conquistato i giovanissimi, vera platea di buyer del futuro.

Scivolare nel buonismo può essere facile, così come scrivere che la moda sostenibile è qualcosa di straordinario e che non poteva più essere rimandato.

Forse è più corretto parlare di un’evoluzione che sicuramente ci voleva per salvare il nostro delicato pianeta, ma che sicuramente si muove anche in misura di ciò che chiede oggi il mercato.

Per fortuna questi due aspetti oggi combaciano e il risultato è una strada, quella della moda sostenibile, che una volta percorsa difficilmente potrà essere abbandonata per tornare indietro a produzioni inquinanti e allo sfruttamento dei lavoratori.

Ragazza Indossa Abiti Sostenibili

I vantaggi della moda sostenibile (per il pianeta e per noi stessi)

Quali sono i vantaggi pratici della moda sostenibile?

La volontà, già diventata realtà in molti casi, di progettare e realizzare materie prime (tessuti, fibre, composizioni) meno inquinanti e che durano più a lungo.

In questo caso entra in gioco la tecnologia, che apre le porte a nuove scoperte e a nuovi sviluppi, che possono rafforzare il settore della moda e generare nuove opportunità di crescita economica.

Dei vantaggi ambientali e umani abbiamo già parlato, per questo è interessante guardare ai benefici più inaspettati della moda sostenibile.

Si tratta della rivalorizzazione delle tradizioni, ovvero la volontà di indagare, scoprire e riportare in attività le tradizioni proprie dei paesi del mondo.

Può trattarsi di particolari lavorazioni, di tecniche di produzione, ma anche di stili che stavano per cadere nell’oblio del tempo e che la moda sostenibile oggi vuole riscoprire e riproporre, perché possano diventare parte del patrimonio fashion mondiale.

Questa riscoperta è spinta anche dalla scelta di molti brand di sostenere l’attività lavorativa di comunità fragili, come possono essere le donne nei paesi in via di sviluppo, che custodiscono l’arte di produrre certe stoffe o certi accessori con tecniche artigianali.

Ragazza Vestita Di Rosso In Mezzo Alla Natura

Quali sono i brand più sostenibili?

La rivista Stylight ha redatto una classifica dei brand di moda più sostenibili, in cui si trova naturalmente la pioniera della sostenibilità, ovvero Stella McCartney.

Già nel 2011 con la sua luxury label, Stella McCartney aveva dichiarato al mondo il suo impegno a non utilizzare pellami animali e a ricercare tessuti e fibre alternativi.

Fra i brand votati alla sostenibilità, adorati da modelle e influencer ci sono quindi le sneakers Veja, il brand inglese Chinti&Parker e la moda di Reformation, che ha dedicato una lunga pagina del suo portale alle scelte sostenibili.

Le grandi case di moda si stanno comunque muovendo verso la direzione sostenibile, Gucci e Chopard su tutte, che hanno recentemente ricevuto il riconoscimento Eco-Age Brandmark per il loro impegno nella sostenibilità.

Tessuti Naturali Moda Sostenibile

Come capire se un abito o un accessorio sono sostenibili?

Questa è un’ottima domanda, perché alla fine dei conti la sostenibilità deve essere ‘provata’ ai consumatori.

Un manuale vero e proprio per riconoscere se un abito o accessorio siano sostenibili non esiste, ma ci sono alcuni campanelli d’allarme che possono indicare scarso virtuosismo.

Su tutti il prezzo, perché un capo troppo economico difficilmente può essere sostenibile.

Occorre quindi fare attenzione all’etichetta, perché non sempre ciò che è organico può essere a sua volta sostenibile, vedi alla voce greenwashing, ovvero la triste pratica che alcune imprese fanno per ‘farsi belli ed ecologici’ quando in realtà non lo sono affatto.

È quindi interessante meditare sulla comunicazione, perché un brand impegnato nella sostenibilità ha tutta la convenienza di dichiararlo al mondo, sia perché esserlo gli costa, ma anche perché sa di poter attrarre platee di pubblico più sensibili all’argomento.

Una scarsa comunicazione in questo senso, può quindi essere sinonimo di un impegno poco virtuoso dal punto di vista ambientale e umano.

Lo strumento più potente per capire se un brand è etico e sostenibile, resta comunque la ricerca, ovvero la volontà di ricercare dati, storia, eventuali codici e certificazioni che ne indichino la sostenibilità.

Con la ricerca è infatti possibile comprendere la storia e le scelte di un brand, per capire se è realmente ambasciatore e fautore della moda sostenibile.

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Ragazza Cuce - Sostenibilità Dei Tessuti
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